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Vuol dire forse inginocchiarsi davanti a un bel fiore per centrarlo con un altrettanto bell’obiettivo macro e gustarsi i colori saturati con Photoshop?

Vuol dire chiamare una ragazza-modella-dibellapresenza-untantinovacca-magaridisponibile per trascorrere insieme a lei qualche ora in modo da auto compiacersi del risultato sui social network? O magari significa tenersi aggiornati con tutte le novità ultramoderne che la tecnologia sforna ogni santo giorno, in modo da infilarsi in ogni discorso possibile per ostentare la propria conoscenza di tutto lo scibile elettronico-fotografico? Potrebbe persino voler significare che per fotografare come si deve bisogna possedere l’attrezzatura più costosa disponibile per manifestare ai terzi la propria supremazia nel settore.

Forse è bene chiarire prima di tutto cosa significa “essere Fotoamatore”.

Il Fotoamatore è colui che sopravvive grazie ad altro lavoro e fa fotografia esclusivamente per passione. Può dire di no quando qualcuno gli chiede una foto o un servizio fotografico e ha la capacità teorica di saper cestinare molte delle foto che fa.

Dovrebbe avere uno spirito critico non indifferente e non accontentarsi mai del primo risultato. I suoi progetti risiedono dietro a un pensiero sedimentato e più che profondo, in modo che quando vedono la luce siano quanto più corrispondenti all’idea primordiale.

Dicevamo, deve avere un lavoro che non riguardi la fotografia e deve avere passione. Per quanto riguarda il lavoro c’è poco da confondersi: il suo sostentamento deve provenire da attività estranea alla fotografia. La passione per la fotografia è invece la cosa più difficile da definire. Dovremmo distinguere la passione per la fotografia da quella per la fotocamera; ma dovremmo altresì distinguere la motivazione che lo spinge a fare fotografia: fine a sé stessa o tendente a ostentare sui social network le proprie immagini?

Quando il fotoamatore fa fotografia, lo fa per godere del suo senso estetico o per mostrare i suoi risultati agli amici? È innegabile che per ciascuno di noi non ci sia gioia più grande nel sentire gli amici che dicono: “che bella foto”; ma il punto chiave è che non bisognerebbe piegare la fotografia a questo pensiero, perché nel momento stesso in cui si fotografa per compiacere gli altri, si è già smarrito il vero senso del fotoamatore, lo si è privato cioè del suo stesso motivo di esistenza: la fotografia.

Il fotoamatore serio dovrebbe allora evitare di mostrare le sue foto il più a lungo possibile, in modo da migliorarsi sempre di più, nella stessa misura in cui quelli che le guardano dovrebbero essere seri ed eticamente corretti, dire cioè che la foto è brutta o bella quando non piace o piace.

Bella o brutta che sia, in ogni caso una foto è sempre una foto. Al massimo, potrebbe essere buona o meno buona, ma bella o brutta resta sempre un concetto troppo soggettivo per essere uniformato o condiviso.

E allora, se sei un fotoamatore pensa a fare fotografie e dimentica un po’ gli amici e i social network.