Scuola

Si, hai letto bene, senza apostrofo. Le gite scolastiche ormai sono diventate viaggi distruzione. Sotto tutti i punti di vista.

Dal punto di vista dello studente, quando gli albergatori denunciano le scuole per le condizioni in cui gli studenti hanno lasciato l’hotel, nonostante la caparra che ormai è diventata un esborso notevole.

Dal punto di vista delle agenzie viaggi, per le condizioni in cui gli studenti lasciano i pullman ogni santo giorno.

Dal punto di vista dei Dirigenti Scolastici che nei giorni del viaggio rimangono in uno stato di come-vegetativo-apprensivo, nella speranza che gli insegnanti accompagnatori non comunichino loro notizie che mai vorrebbero sentire.

Ma volevo sottolineare il punto di vista degli insegnanti. Si perché per accompagnare i ragazzi in viaggio, non sono pagati. Proprio così, lo fanno gratis. Ma non solo: dovrebbero vigilare sugli alunni, ventiquattr’ore su ventiquattro. Non potrebbero cioè andare a dormire nemmeno un minuto, nel caso in cui dovesse succedere qualcosa nel cuore della notte (e sappiamo come trascorrono le notti i nostri ragazzi, quando non hanno i genitori con il fiato sul collo).

Come se non bastasse dunque, l’ultima circolare ministeriale ha stabilito che l’insegnante che accompagna i ragazzi nel viaggio d’istruzione (questa volta con l’apostrofo) dovrebbe anche accertarsi che l’autista non abbia assunto droghe, che non abbia fumato particolari sostanze, che non abbia alzato il gomito prima di mettersi al volante, che non si permetta di telefonare senza vivavoce o peggio, mandare un messaggio alla moglie durante la guida, che il pullman sia nelle condizioni di poter affrontare il viaggio (gomme, tagliando, olio, ecc.).

Insomma, il Ministero ha scaricato sugli insegnanti tutti i compiti e le responsabilità possibili. Ecco, volevo solo dire che se prima avevo nove motivi per non accompagnare i miei alunni, adesso ne ho dieci.